Programma completo del Festival

30 Agosto - Ore 18.30 - Todi, Teatro Comunale

Conferenza
"Il Senso della Democrazia oggi"

a cura di Ernesto Galli della Loggia,
moderatore Manfredo Retti

Ernesto Galli della Loggia (Roma, 18 luglio 1942) è uno storico e giornalista italiano, editorialista del Corriere della Sera.

BIOGRAFIA

Ha studiato a Roma (dove si è laureato, nel 1966, in Scienze politiche all'Università La Sapienza) e poi a Torino, come ricercatore, presso la Fondazione Einaudi sotto la guida di Leo Valiani, approfondendo il rapporto tra banca e industria nello sviluppo economico italiano. Collaboratore di Quaderni storici all'inizio del 1970, pubblica saggi sull'imprenditoria italiana, sull'analisi marxista, sull'imperialismo e, per gli Annali Feltrinelli, sull'analisi sul capitalismo nella III Internazionale. È sposato con la storica e giornalista Lucetta Scaraffia.

Insegna dal 1972 al 1975 Storia economica italiana presso la facoltà di Scienze economiche e bancarie dell'Università di Siena, per poi diventare professore incaricato di Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Perugia dove, nel 1987, è nominato professore ordinario di Storia dei partiti e movimenti politici presso la facoltà di Scienze politiche.

Nel 1978 emerge tra gli intellettuali di punta del nuovo corso socialista, membro, tra l'altro, della direzione di Mondoperaio. Nel 1984-85 dirige il mensile "Pagina" insieme a Giampiero Mughini, Paolo Mieli, Riccardo Chiaberge e Massimo Fini. Nel corso degli anni matura un atteggiamento critico nei confronti della sinistra e si accosta all'area liberaldemocratica e all'ispirazione nazional-patriottica.

Nel 1990 entra a far parte del Consiglio direttivo della "Società italiana per lo studio della storia contemporanea" (SISSCO). Nel 1995 fonda il mensile Liberal, di cui sarà direttore fino al 1998. Dal 1993 è editorialista del Corriere della sera. È membro del comitato scientifico della Fondazione Italia USA.

Ha all'attivo un'esperienza politica: alle elezioni politiche del 1992 si è candidato in varie circoscrizioni per la lista Sì Referendum senza risultare eletto.

Dal 2005 al 2007 è stato preside della Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano (con sede a Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno), ove è stato professore ordinario di Storia contemporanea fino all'ottobre 2009. Dal novembre 2009 è in organico come ordinario di Storia contemporanea presso l'Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) e direttore del corso di dottorato di ricerca in Filosofia della storia, istituito dal SUM in collaborazione con l'Università Vita-Salute San Raffaele.

INTERVENTI CULTURALI

L'intervento culturale di Ernesto Galli Della Loggia nel 1998, con la pubblicazione del libro L'identità italiana, prende in esame l'autocoscienza, lo Stato, le chiese, le culture in Italia.[1] In questo libro oltre a fare un'analisi scientifica degli aspetti geografici e storici dell'Italia, dal paesaggio e dall'ambiente, l'eredità latina e l'eredità cristiana cattolica, lo sviluppo delle città e delle regioni, il familismo e l'invadenza della politica, si aggiunge un racconto autobiografico che oltre a ricerca personale dei modi concreti e dei pensieri, delle emozioni, dal sorgere della Repubblica, ha vissuto in questi decenni l'appartenenza al proprio Paese, in che modo egli si è sentito (o non sentito) italiano.

In ricorrenza dell'anniversario del 25 aprile, nel 2007 ha analizzato il problema dell'anomalia italiana in riferimento al terrorismo. Secondo il suo punto di vista, l'Italia risulta essere il solo grande paese europeo dove il terrorismo politico ha una sua lunga cittadinanza, con l'eccezione dell'Irlanda del Nord e del Paese basco, che hanno problematiche differenti. Egli ritiene che ciò sia dovuto ad un fondo di violenza proprio della società italiana. L'interpretazione ha suscitato consensi e dissensi.

Erensto Galli della Loggia, facendo un bilancio sul paese Italia, alla fine del 2010, dice che abbiamo un sistema scolastico che rende poco; una burocrazia, sia centrale che locale, sovrabbondante e molto incapace; una giustizia approssimativa e tarda; una criminalità organizzata che non ha eguali all'estero; le periferie delle grandi città sono fra le più brutte del mondo e invivibili; la rete degli acquedotti è tutta rotta; il territorio dopo una lunga di pioggia è sconvolto da frane e alluvioni. Musei, siti archeologici e biblioteche fanno pena. Ciò che è pubblico, concorsi, appalti, è preda della corruzione. Le condizioni economiche: tasse ed evasione fiscale fra le più alte d'Europa, gli operai percepiscono i salari più bassi della media di tutta l'Unione Europea; il sistema pensionistico è fra i più esosi d'Europa. Il debito pubblico, creato da Tangentopoli, strangola le casse dello Stato mentre il pagamento degli interessi dei Titoli di Stato, emessi per coprire il debito pubblico, impedisce di iniziare qualunque sviluppo. Nessuno dall'estero viene a fare investimenti, però multinazionali straniere si appropriano di quel che resta del meglio delle nostre aziende; contemporaneamente la deindustrializzazione va avanti e la disoccupazione giovanile è molto alta.

In un editoriale del 2012, parla di come i partiti siano stati messi da parte e della riforma della legge elettorale e della Costituzione al riguardo dei poteri pubblici.

Un intervento culturale sull'argomento Etica e Democrazia del 9 febbraio 2012, parla della libertà in un sistema democratico, dibattendo il problema se ci può essere in una democrazia un valore collettivo vincolante e fino a che punto sia giusto porre dei limiti all'autodeterminazione di una persona? "A quali campi non si può né si deve applicare la libertà di ognuno di decidere che cosa è meglio per lui?"

Facendo un bilancio sulle trasmissioni televisive, del 16 febbraio 2012, dice che si sono ridotte ad un avanspettacolo con le ballerine, prive di fantasia e di una pur minima intelligenza. Presentatori e conduttori quasi sempre maldestri e improvvisati. Informazione minima, marginale e censurata da un punto di vista politico e senza contaddittorio. Spettacoli d'opinione (Talk show) uguali da sempre, con troppi ospiti, più interessati a farci sapere le idee di Roberto Formigoni o della Emma Marcegaglia piuttosto che farci capire la sostanza del problema trattato.