“Schegge di gloria – arditezze del ‘900” è la ricostruzione di alcune vicende, per tanti aspetti gloriose per molti altre sconosciute o poco conosciute, che hanno segnato i decenni del nuovo secolo dopo l’unita’ nazionale.
Alessandro Panini Finotti, che è l’autore e che dà voce alla ricostruzione degli eventi, si propone di dimostrare che lo spirito risorgimentale non si è esaurito con la nascita dello stato unitario ma ha alimentato fermenti nuovi, ha sollecitato creatività e fantasia, coraggio e spirito d’intrapresa.
Con questa intenzione l’autore ha ripartito le “Schegge di gloria” in due spettacoli.
Il primo (martedi’ 28 agosto ore 18.30 ridotto del teatro comunale) è dedicato ad imprese memorabili che hanno entusiasmato il mondo per l’ardimento dimostrato dai protagonisti.
L’800 sta morendo quando Luigi di Savoia, duce degli abruzzi, lascia l’Italia per tentare la conquista del Polo Nord a bordo della “Stella polare”.
Non raggiungerà il Polo, ma la spedizione - dopo tanti patimenti - pianterà il tricolore sul ghiaccio ad una latitudine mai prima toccata dall’uomo.
E’ battuto il primato del norvegese Fridtjof Nansen, il più noto ed amato degli esploratori polari.
Nel 1932 e 1933 l’aviazione italiana prepara sulla laguna di Orbetello, piccolo paese maremmano, le crociere atlantiche. Italo Balbo, che ne è l’ideatore, guida le squadriglie di idrovolanti che in formazione raggiungono il Brasile e gli Stati Uniti.
Milioni di uomini seguono con ammirazione il volo degli s.55 che a tappe - la velocità di crociera di allora non superava i 250 chilometri l’ora - ammarano insieme.
I cieli americani festeggiano l’arrivo della formazione italiana con un entusiasmo indescrivibile. E dopo l’ammaraggio a New York il presidente Roosevelt invita i trasvolatori alla Casa Bianca.
Nel 1933 un’altra gloria italiana, il transatlantico Rex, conquista il nastro azzurro percorrendo la distanza tra Gibilterra e il faro di Ambrose, nella baia di New York, in quattro giorni 13 ore e 58 minuti strappando il primato al tedesco Bremen.
Il nastro azzurro -. Prima che i moderni aerei di linea mandassero in pensione i transatlantici - regalava gloria al paese cui la nave più veloce apparteneva: era il riconoscimento della migliore tecnologia costruttiva.
Federico Fellini ha ricordato il Rex con toccanti scene del suo Amarcord.
Il secondo spettacolo (mercoledi’ 29 agosto ore 18.30 ridotto del teatro comunale) è dedicato ai premi Nobel vinti dall’italia.
Nasce il ‘900 e il nostro giovanissimo paese si misura con la creatività e la genialità delle nazioni più moderne e mature.
Il premio Nobel, il più prestigioso riconoscimento per le varie discipline in cui è articolato, nasce il 10 dicembre del 1901 e da allora viene consegnato dal Re di Svezia, ogni anno, nello stesso giorno, a Stoccolma.
Alessandro Panini Finotti ricostruisce la storia dei venti nobel attribuiti all’Italia dedicando attenzione a quelli prestigiosi della letteratura, della medicina e della fisica, ma soffermandosi soprattutto su quello, l’unico finora vinto da un italiano, conferito a Giulio Natta per la chimica.
Natta scopre il polipropilene isotattico e le sue straordinarie virtù. Nei laboratori italiani nasce la plastica. La scoperta di natta ha cambiato tutte le nostre abitudini, il nostro modo di vivere e di consumare.
L’autore, che era invitato al conferimento del nobel a Dario Fo nel 1997, ricostruisce con garbo lo svolgimento delle cerimonie che puntualmente si svolgono ogni 10 dicembre nelle sontuose atmosfere svedesi.