Programma completo del Festival

AMLETO E ALTRE STORIE

4 Settembre � Ore 21.00 � Todi, Teatro Comunale

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di W. Shakespeare con Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer

Forse si tratta di un altro “Dentro Shakespeare”. Sono anni decenni secoli che il bardo mi dà alla testa, entra esce (o sono io che entro ed esco?) nei miei sogni in certi spazi della mente dove i sogni prendono forma si fanno corpo e voce e sfida.

Quante volte è risuonato il “to be or not to be” (a volte appena percepibile, uno sfioramento!) ogni volta con un colore e un accento e un sentire nuovo (o è illusione?). E così la voce di Cesare e lo sguardo sfrontato e inquietante di Cleopatra, il passo leggero seppure sghembo di Riccado III, il delirio innocente di Otello o il canto di Desdemona eccetera. Come nella tenda di Bruto prima della battaglia di Filippi si affollano gli occhi le mani e il respiro di tanti esseri che mai moriranno finché il teatro nudo e impietoso darà loro voce e sangue. Inattuali storicamente lontani letterariamente imperfetti, ma proprio per questo vivi e nudi, uomini donne eroi vittime carnefici come l’uomo nel tempo e nella storia. L’uomo che uccide innocenti animali che hanno occhi d’uomo migliori dei suoi: celesti come pezzi di cielo quand’è celeste, uomini che schiacciano piccoli esseri generati da madri assassine –
Rigurgiti di fiele e sublimi sacrifici d’amore, illusioni di “per sempre” dette in notti di luna a Stratford – on – Avon o sull’Adige e risate risate astiose o generose offerte d’amore eros e finzione ipocrisia e morte, gioco a mentirsi e smentirsi.

Ho fatto quasi venti testi di Shakespeare, talvolta aggiungendo del mio col suo consenso (dell’attore del Globe, lui intendo, l’autore di Amleto, lui che copiava come sanno fare soltanto i geni).

“Amleto e altre storie” è tutto questo e altro ancora che nasce sera per sera per poi sparire come il fiore viola del “Sogno di una notte di mezza estate” –
Credo che possiamo attenderci che in un’aria mentale arrivi il soffio del “Duende”, forse ce lo meritiamo, tanto siamo (sono) ridotti alla nuda attesa di un evento purché sia forte leggero e impietoso, tutto da ridere (direbbe Puck!) –
Teatro è guardare vedendo.

Buona Visione!
Giorgio Albertazzi