Programma completo del Festival

GLI EMISFERI DEL MONDO (E DELL�ANIMA).

29 Agosto � Ore 21.00 � Todi, Teatro Comunale

Acquista prevendita

Andrea Cortesi, violino - Luis Bacalov, pianoforte

"Parlare di musica è come ballare di architettura" disse il provocatorio chitarrista e compositore americano Frank Zappa, frase detta da un iper-creativo che ci scoraggia dal poter spiegare o criticare qualsiasi scelta musicale e che allo stesso tempo esalta la libertà di espressione. Non posso fare a meno di pensare alla frase di Zappa quando devo scrivere di musica.

Il programma di stasera accosta autori molto diversi e lontani nel tempo, è ciò arriva solo un attimo prima dell’urgenza di rivelare un convincente filo conduttore. Il tratto dell’eleganza accomuna alcune perle di Debussy, Kreisler, Gershwin-Heifetz, Finzi, Gardel, Piazzolla, Chaplin-Ogermann e Bacalov, quasi come una serie di standards (termine in uso nel Jazz) in ambito cosiddetto colto. I brani nella loro brevità colgono l’attimo di stati emotivi preziosi, in cui il virtuosismo è il mezzo e non il fine, e chiedono un’intima partecipazione da parte dell’esecutore (e dell’ascoltatore).

L’ordine dei brani sovverte il criterio cronologico di composizione e vede l’alternanza del duo - piano solo - violino solo e di nuovo duo, muovendosi tra autori che appartengono ad emisferi geografici e musicali diversissimi: il Sudamerica di Gardel, Piazzolla e Bacalov, con la sensualità, la nostalgia e il senso del tragico del Tango, l’impressionismo di Debussy, con il famosissimo Claire de Lune, ispirato al poema "Promenade Sentimentale” di  Paul Verlaine, il mondo anglosassone di Gerald Finzi e George Gershwin, autori che a dispetto delle loro nazionalità, riflettono origini russe (Gershwin) e italo-tedesche (Finzi).

L’attore Charlie Chaplin, un outsider  tra i compositori, scrisse lo splendido tema di Smile per il film ‘Tempi Moderni’ del 1936, e la versione originale fu cantata dal grande Nat King Cole qualche anno più tardi, diventando subito uno standard. La raffinatissima versione per violino e pianoforte di Smile, del compositore tedesco Claus Ogerman, svela una spiccata familiarità con il Jazz.

Mi è sempre piaciuto essere un musicista in bilico tra direzioni distanti, e da questo punto di vista in sintonia con il M° Bacalov, con una visione ampia, non nascondendo il mio entusiasmo verso i compositori che oggi osano di più, reinventando un idioma del passato attraverso una personalità fortemente moderna. Ciò si può fare anche nei programmi, combinando lavori musicali in modo nuovo. Quasi come pagine di un diario o aforismi questi brani sono intuizioni artistiche straordinarie, pieni di una bellezza senza tempo. Nel titolo Emisferi ho trovato anche l’idea di una forma perfetta ma non completa, che ci spinge a continuare a cercare e a vagare, e in sostanza ad evolversi. Da amante degli aforismi, così come ho esordito, chiudo con una frase del compositore Luigi Nono che ho trovato scritta in inglese:‘ Wanderer, there are no roads, but we must go...’

Andrea Cortesi