Il misantropo è una commedia diversa rispetto alle altre di Molière: si può ridere del suo protagonista Alceste? Nella risposta a questa domanda sta l'attualità del testo.
Secondo la medicina del seicento la misantropia era una patologia, il cui fattore determinante sarebbe stato “l'umore atrabile”, causa di un temperamento melanconico e iroso.
Oggi è una condizione esistenziale, un profondo disagio nei riguardi del mondo che ci circonda e, in qualche modo, è un sentire comune che ci fa vedere Alceste come nostro contemporaneo. Misantropo è chi non si integra nella società, chi vive in conflitto con essa e con il Potere. Il misantropo sono io che scrivo e tu che leggi. Io attore e tu spettatore. Il misantropo siamo noi che non accettiamo a testa bassa quel che accade. Allora di Alceste si può ridere, ma con la consapevolezza che ridiamo della nostra solitudine in mezzo agli altri, della nostra diversità e del nostro bisogno, spesso deluso, di onestà.
AREBUR TEATRO nasce nel 2005 e si caratterizza per la messinscena di lavori originali.
Livia Ferracchiati, regista e drammaturga, ne è la fondatrice e l'anima.
La compagnia è composta da giovani attori dai 20 ai 30 anni. Il nucleo di base si è arricchito di nuovi componenti provenienti anche da prestigiose scuole di teatro.